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BTK è impegnata ad offrire soluzioni implantari complete per far fronte ad ogni esigenza nelle diverse situazioni cliniche, con proposte che tengono conto delle diverse preferenze e anche delle differenti disponibilità economiche.
Il sistema implantare BTK offre design, dimensioni, diametri, connessioni e superfici differenti, ma al contempo BTK si adopera affinché essi siano gestibili con un numero limitato di strumenti di precisione, semplificando così le procedure e riducendo i costi d’investimento.
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La connessione BTK ad esagono esterno prevede un esagono parallelo di 0,7 mm di altezza ed una spalla a 90° che consente un accoppiamento flat-to-flat con l’impianto. Gli abutment sono connessi all’impianto mediante una vite di ritenzione M1.8 (EN) o M2.0 (ER/EW).
La vite dell’abutment riveste un ruolo fondamentale per la resistenza meccanica e a fatica della connessione impianto-abutment. I requisiti che tale vite deve soddisfare sono molti: non deve allentarsi, deve resistere alle sollecitazioni meccaniche, proteggere dal sovraccarico e garantire facilità di estrazione e gestione.
Visto che la vite di ritenzione è esposta a notevoli carichi dinamici, è essenziale che il torque di serraggio sia preciso.
La connessione BTK ad esagono interno prevede un esagono parallelo di 2 mm di lunghezza, con una porzione conica ed una vite di ritenzione M1.8 per ottenere un precarico idoneo con un minimo serraggio.
L’esagono interno ha due funzioni: trasferisce la coppia durante il posizionamento implantare e funge da sistema di indicizzazione per il trasferimento della posizione 3D esatta dell’impianto al modello master.
I sistemi interni di indicizzazione presentano dei vantaggi rispetto ai sistemi esterni perché realizzano superfici di ingaggio più lunghe e riducono l’altezza della piattaforma dell’impianto. Questo permette una maggiore flessibilità nel disegnare il profilo di emergenza del restauro finale.
La connessione BTK con esagono MTH o dodecagono MTD morse-taper prevede una porzione conica di 2,6 mm ad 11° sopra una configurazione esagonale o dodecagonale ed una vite di ritenzione M1.4 (KN), M1.6 (KR/DR) o M1.8 (KW) per ottenere un pre-carico idoneo con un minimo serraggio.
Gli impianti con un’interfaccia conica sono in grado di sopportare forze assiali e trasversali maggiori rispetto agli impianti con un’interfaccia piatta.
Il cono guida l’abutment in una posizione predicibile, con un fit preciso rispetto alla porzione interna dell’impianto. La precisione della connessione conica, con il suo sigillo, può risultare favorevole nell’impedire che i batteri infiammatori penetrino nell’interfaccia tra l’impianto e l’abutment. Inoltre, essa contribuisce ad evitare i micromovimenti.
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